Il gruppo di ricerca si propone di esplorare l’origine, la natura, l’allocazione istituzionale e l’attuale estensione dei c.d. poteri costituzionali di guerra, focalizzandosi su tre ambiti principali: l’ordinamento italiano, il contesto multilivello (europeo e internazionale) e la prospettiva comparata. La desuetudine della dichiarazione formale di guerra, l’evoluzione dei conflitti moderni e le trasformazioni del diritto internazionale ed europeo pongono da tempo questioni interpretative ancora irrisolte. Tra queste, spiccano i limiti costituzionali del potere esecutivo nell’impiego delle forze armate all’estero in situazioni di conflitto, attuale o potenziale; il bilanciamento tra la tutela della sicurezza nazionale e internazionale e la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali; il ruolo dei poteri di garanzia nel controllo e nella regolamentazione dell’uso della forza militare; l’importanza di rafforzare il potere di autorizzazione parlamentare nell’uso della forza, assicurando anche efficaci meccanismi di controllo democratico sull’azione degli esecutivi. Accanto a questi temi “classici” legati al fenomeno bellico, il panorama contemporaneo impone nuove e cruciali sfide. L’analisi dei conflitti attuali, con particolare attenzione a quelli russo-ucraino e israelo-palestinese, solleva questioni fondamentali in merito all’evoluzione della drone warfare e all’impiego di sistemi d’arma letali autonomi (Lethal Autonomous Weapon Systems - LAWS). Un aspetto di crescente rilevanza riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito militare, che solleva complesse implicazioni etiche e giuridiche. Queste riflessioni si inseriscono nel più ampio contesto delle sfide poste dalla c.d. global war on terror, considerando che il fenomeno terroristico rappresenta una minaccia ricorrente e, in combinazione con le nuove modalità di conduzione dei conflitti, una sfida drammaticamente al costituzionalismo democratico.
Periodo di attività:
(gennaio 1, 2017 - )