Learning climate resilience from the past: GRApevine biodiversity and cereal proxies for future VITicultural AdaptationS
ProgettoLa viticoltura e l’enologia italiane rappresentano un importante punto di forza del sistema agroalimentare nazionale in termini di esportazioni e occupazione. Questa forza si fonda su un patrimonio straordinariamente ricco di germoplasma viticolo, su tecniche viticole ed enologiche avanzate e su consolidati legami storici e culturali con la coltivazione della vite e la produzione del vino, frutto di oltre 3.000 anni di evoluzione. I cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature e dello stress idrico, l’evoluzione dei mercati e delle preferenze dei consumatori, insieme al crescente rischio di erosione genetica, rendono necessaria una riflessione strategica sul futuro della viticoltura e dell’enologia italiane.
Il progetto GRAVITAS mira a fornire un contributo scientifico originale attraverso un approccio interdisciplinare che integra competenze provenienti da storia, archeologia, iconografia, paleoclimatologia, ecofisiologia e agronomia. Il progetto si basa sull’ipotesi che la biodiversità viticola storica, modellata dalle dinamiche agro-climatiche del passato, rappresenti una risorsa cruciale ma ancora poco valorizzata per rafforzare la resilienza climatica, socioeconomica e culturale della viticoltura italiana.
GRAVITAS ricostruirà il paleoclima dall’Alto Medioevo fino ai giorni nostri combinando registrazioni strumentali con molteplici indicatori fisici, chimici e biologici (proxy). Particolare attenzione sarà dedicata agli indicatori viticoli e cerealicoli ricavati da fonti documentarie, iconografiche e archeologiche, garantendo innovazione metodologica e solidità scientifica. Questi dati consentiranno un’analisi di lungo periodo e a livello sistemico delle interazioni tra variabilità climatica, biodiversità viticola e sistemi produttivi, con l’obiettivo di individuare percorsi adattativi e strategie di resilienza.
Un tema centrale della ricerca riguarda la caratterizzazione funzionale e la valorizzazione del germoplasma storico e delle varietà minori di vite, sopravvissute nei secoli grazie a differenti usi enologici e all’impegno di agricoltori custodi dedicati. Il progetto valuterà i loro caratteri adattativi e il potenziale di reintroduzione in scenari climatici futuri, supportato da modelli di simulazione della crescita colturale. Questo approccio rafforzerà le conoscenze necessarie per una selezione varietale resiliente ai cambiamenti climatici.
Le collezioni di germoplasma saranno potenziate come piattaforme sperimentali multifunzionali per lo studio della biodiversità e dei servizi ecosistemici associati, esplorando anche meccanismi innovativi di valorizzazione, come i crediti di biodiversità, con l’obiettivo di aumentare l’impatto socioeconomico.
GRAVITAS si concentrerà sulle aree viticole appartenenti alle classi climatiche Csa e Cfa della classificazione di Köppen–Geiger, ampiamente diffuse nel bacino del Mediterraneo. Ciò garantirà che i risultati del progetto possano essere trasferiti ad altre regioni caratterizzate da una lunga tradizione vitivinicola, amplificandone l’impatto scientifico e pratico sia a livello nazionale sia internazionale.
Nel complesso, il progetto combina eccellenza scientifica, interdisciplinarità e impatto applicativo, contribuendo alla resilienza, alla sostenibilità e alla competitività della viticoltura italiana.
Il progetto GRAVITAS mira a fornire un contributo scientifico originale attraverso un approccio interdisciplinare che integra competenze provenienti da storia, archeologia, iconografia, paleoclimatologia, ecofisiologia e agronomia. Il progetto si basa sull’ipotesi che la biodiversità viticola storica, modellata dalle dinamiche agro-climatiche del passato, rappresenti una risorsa cruciale ma ancora poco valorizzata per rafforzare la resilienza climatica, socioeconomica e culturale della viticoltura italiana.
GRAVITAS ricostruirà il paleoclima dall’Alto Medioevo fino ai giorni nostri combinando registrazioni strumentali con molteplici indicatori fisici, chimici e biologici (proxy). Particolare attenzione sarà dedicata agli indicatori viticoli e cerealicoli ricavati da fonti documentarie, iconografiche e archeologiche, garantendo innovazione metodologica e solidità scientifica. Questi dati consentiranno un’analisi di lungo periodo e a livello sistemico delle interazioni tra variabilità climatica, biodiversità viticola e sistemi produttivi, con l’obiettivo di individuare percorsi adattativi e strategie di resilienza.
Un tema centrale della ricerca riguarda la caratterizzazione funzionale e la valorizzazione del germoplasma storico e delle varietà minori di vite, sopravvissute nei secoli grazie a differenti usi enologici e all’impegno di agricoltori custodi dedicati. Il progetto valuterà i loro caratteri adattativi e il potenziale di reintroduzione in scenari climatici futuri, supportato da modelli di simulazione della crescita colturale. Questo approccio rafforzerà le conoscenze necessarie per una selezione varietale resiliente ai cambiamenti climatici.
Le collezioni di germoplasma saranno potenziate come piattaforme sperimentali multifunzionali per lo studio della biodiversità e dei servizi ecosistemici associati, esplorando anche meccanismi innovativi di valorizzazione, come i crediti di biodiversità, con l’obiettivo di aumentare l’impatto socioeconomico.
GRAVITAS si concentrerà sulle aree viticole appartenenti alle classi climatiche Csa e Cfa della classificazione di Köppen–Geiger, ampiamente diffuse nel bacino del Mediterraneo. Ciò garantirà che i risultati del progetto possano essere trasferiti ad altre regioni caratterizzate da una lunga tradizione vitivinicola, amplificandone l’impatto scientifico e pratico sia a livello nazionale sia internazionale.
Nel complesso, il progetto combina eccellenza scientifica, interdisciplinarità e impatto applicativo, contribuendo alla resilienza, alla sostenibilità e alla competitività della viticoltura italiana.