Il progetto sviluppa un percorso di ricerca condivisa di 24 mesi tra il Dipartimento d’Ingegneria Meccanica dell’Università degli Studi di Brescia e l’associazione culturale Lucus centro Studi e Ricerche: lo spazio-tempo condiviso mira a sperimentare nuove prospettive di coprogettazione tra scienziati ed artisti al fine di valorizzare le rispettive competenze in grado di affrontare le sfide globali, alla luce delle nuove frontiere tecnologiche offerte anche dalla IA, indirizzando la definizione di nuovi paradigmi estetici.
Tramite l’incontro tra modellazione parametrica, Additive Manufacturing e sensibilità artistica il progetto darà vita ad un dispositivo sperimentale che ridefinirà il rapporto tra forma, struttura ed uso dello spazio pubblico. L’obiettivo è generare un ossimoro spaziale, in cui concetti apparentemente opposti quali: leggero/pesante, artigianato/tecnologia, piccole particelle/scala urbana, si fonderanno per riconnettere arte e scienza alla natura e all'essere umano, ridefinendo il consolidato immaginario dell’uso della materia che perderà così la sua identità monolitica e compiuta per dissolversi nell’ambiente circostante nel desiderio di svelarne la meravigliosa essenza della struttura elementare
La collaborazione avrà una ricaduta diretta su un territorio lombardo grazie alla partecipazione del Comune di Lumezzane quale terzo partner di progetto; detto territorio si caratterizza come un comparto industriale altamente avanzato ora alla ricerca di una nuova percezione quale luogo sensibile alle problematiche globali.