Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
Le relazioni industriali italiane hanno profondamente introitato il lavoratore maschio come prototipo di
riferimento, come dimostra il sessismo linguistico con il quale sono redatti i contratti collettivi. La mancata
attenzione alle differenze di genere determina il permanere nei testi contrattuali di disposizioni indirettamente
discriminatorie. In questo contributo si analizzano le ragioni che sono alla radice di questa situazione: la
composizione delle strutture sindacali e le tecniche di selezione e di formazione dei sindacalisti. In particolare si
valuta se ed in che modo nei diversi livelli nei quali il sindacato opera come agente negoziale (confederale,
nazionale, territoriale) sia penetrata l’idea della gender representation interna e se e come questa modifica abbia
influenzato i contenuti contrattuali
riferimento, come dimostra il sessismo linguistico con il quale sono redatti i contratti collettivi. La mancata
attenzione alle differenze di genere determina il permanere nei testi contrattuali di disposizioni indirettamente
discriminatorie. In questo contributo si analizzano le ragioni che sono alla radice di questa situazione: la
composizione delle strutture sindacali e le tecniche di selezione e di formazione dei sindacalisti. In particolare si
valuta se ed in che modo nei diversi livelli nei quali il sindacato opera come agente negoziale (confederale,
nazionale, territoriale) sia penetrata l’idea della gender representation interna e se e come questa modifica abbia
influenzato i contenuti contrattuali
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Organizzazioni sindacali, discriminazioni indirette, gender representation, composizione strutture sindacali,
contrattazione collettiva.
Elenco autori:
Guaglianone, Luciana
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