Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
Le emozioni sono una
nostra risposta alla
percezione di stimoli interni
o esterni e la paura, come
la gioia, la tristezza, la
collera, il disgusto, la
sorpresa sono considerate
emozioni primarie,
fondamentali, innate.
Queste emozioni
fondamentali sono inscritte
nel nostro patrimonio
genetico e si presentano con
specifici pattern mimici di
espressione del volto,
riconoscibili nelle diverse
culture . Paul Ekman, della
University California di San
Francisco, ha individuato
che le espressioni facciali specifiche delle emozioni fondamentali vengono riconosciute anche da
popoli analfabeti che presumibilmente non sono influenzati dal cinema o dalla televisione. Per
dimostrare l'universalità di queste emozioni Ekman ha mostrato fotografie
che ritraevano volti esprimenti queste emozioni fondamentali a persone di culture lontanissime dalla
nostra come i Fore della Nuova Guinea - una tribù isolata che viveva in lontani altipiani rimasta
all'età della pietra – e ha riscontrato che la gente di quelle tribù le riconosceva come tali. L’
universalità delle espressioni facciali di queste emozioni primarie era già stata rilevata da Darwin,
che aveva evidenziato come le forze evolutive avevano impresso questi segnali nel nostro
patrimonio genetico
Le emozioni primarie sono presenti nei neonati prima che essi imparino per imitazione, sono presenti anche nei non vedenti dalla nascita: i non vedenti congeniti hanno le stesse contrazioni
muscolari e le stesse espressioni emotive. Ovviamente non possono averle imparate per imitazione
o tramite il sistema visivo.Ciò fa propendere per l’ipotesi di una predeterminazione genetica.Le neuroscienze hanno dedicato molta attenzione alle basi neuronali dei processi mentali quali il
linguaggio, la percezione, l'attenzione e la memoria. La ricerca più recente si è interessata alle basi
neurobiologiche delle emozioni, con un approccio che si fonda sull'idea che almeno le emozioni
primarie siano il prodotto di sistemi neuronali filogeneticamente antichi e anatomicamente definiti,
che si sono evoluti per consentire la sopravvivenza dell'individuo e della specie.
Le neuroscienze comportamentali e cognitive classiche stanno procedendo alla ricerca di risposte,
un approccio interessante e recente proviene dalle neuroscienze affettive - che prendono in
considerazione i processi mentali di base, le funzioni cerebrali e i comportamenti emotivi comuni a
tutti i mammiferi - per localizzare i meccanismi neurali dell'espressione emotiva. Il neuro-scienziato
Panksepp (2014) ha recentemente proposto una ipotesi sull’evoluzione dei neuro-circuiti che
sottostanno alle principali emozioni e ha identificato sette principali neuro-circuiti o “sistemi
emotivi” che regolano i differenti aspetti della nostra vita, evidenziando come le loro alterazioni e
inibizioni sono all’origine delle principali malattie psicosomatiche e dei disturbi psicologici.
Questi sette principali neuro-circuiti o sistemi emotivi sono: 1) il sistema della RICERCA, del
desiderio e dell’euforia, legato alla Dopamina. 2) il sistema della RABBIA e della dominanza, legato
al testosterone e alla serotonina 3) il sistema della PAURA e dell’ansia, legato al cortisolo, 4) il
sistema della SESSUALITÀ e della brama, legato agli ormoni sessuali, 5) il sistema della CURA e
dell’amorevolezza, legato all’ossitocina 6) il sistema della TRISTEZZA, del panico e della solitudine
affettiva, legati all’assenza di CURA 7) il sistema del GIOCO, della fantasia e della gioia, legati alla
dopamina e all’endorfina .Questi sette sistemi affettivi di base - ricerca, paura, collera, desiderio sessuale, cura, sofferenza,
gioco - spiegano secondo Panksepp come viviamo e come ci comportiamo; essi originano dalle
nostra risposta alla
percezione di stimoli interni
o esterni e la paura, come
la gioia, la tristezza, la
collera, il disgusto, la
sorpresa sono considerate
emozioni primarie,
fondamentali, innate.
Queste emozioni
fondamentali sono inscritte
nel nostro patrimonio
genetico e si presentano con
specifici pattern mimici di
espressione del volto,
riconoscibili nelle diverse
culture . Paul Ekman, della
University California di San
Francisco, ha individuato
che le espressioni facciali specifiche delle emozioni fondamentali vengono riconosciute anche da
popoli analfabeti che presumibilmente non sono influenzati dal cinema o dalla televisione. Per
dimostrare l'universalità di queste emozioni Ekman ha mostrato fotografie
che ritraevano volti esprimenti queste emozioni fondamentali a persone di culture lontanissime dalla
nostra come i Fore della Nuova Guinea - una tribù isolata che viveva in lontani altipiani rimasta
all'età della pietra – e ha riscontrato che la gente di quelle tribù le riconosceva come tali. L’
universalità delle espressioni facciali di queste emozioni primarie era già stata rilevata da Darwin,
che aveva evidenziato come le forze evolutive avevano impresso questi segnali nel nostro
patrimonio genetico
Le emozioni primarie sono presenti nei neonati prima che essi imparino per imitazione, sono presenti anche nei non vedenti dalla nascita: i non vedenti congeniti hanno le stesse contrazioni
muscolari e le stesse espressioni emotive. Ovviamente non possono averle imparate per imitazione
o tramite il sistema visivo.Ciò fa propendere per l’ipotesi di una predeterminazione genetica.Le neuroscienze hanno dedicato molta attenzione alle basi neuronali dei processi mentali quali il
linguaggio, la percezione, l'attenzione e la memoria. La ricerca più recente si è interessata alle basi
neurobiologiche delle emozioni, con un approccio che si fonda sull'idea che almeno le emozioni
primarie siano il prodotto di sistemi neuronali filogeneticamente antichi e anatomicamente definiti,
che si sono evoluti per consentire la sopravvivenza dell'individuo e della specie.
Le neuroscienze comportamentali e cognitive classiche stanno procedendo alla ricerca di risposte,
un approccio interessante e recente proviene dalle neuroscienze affettive - che prendono in
considerazione i processi mentali di base, le funzioni cerebrali e i comportamenti emotivi comuni a
tutti i mammiferi - per localizzare i meccanismi neurali dell'espressione emotiva. Il neuro-scienziato
Panksepp (2014) ha recentemente proposto una ipotesi sull’evoluzione dei neuro-circuiti che
sottostanno alle principali emozioni e ha identificato sette principali neuro-circuiti o “sistemi
emotivi” che regolano i differenti aspetti della nostra vita, evidenziando come le loro alterazioni e
inibizioni sono all’origine delle principali malattie psicosomatiche e dei disturbi psicologici.
Questi sette principali neuro-circuiti o sistemi emotivi sono: 1) il sistema della RICERCA, del
desiderio e dell’euforia, legato alla Dopamina. 2) il sistema della RABBIA e della dominanza, legato
al testosterone e alla serotonina 3) il sistema della PAURA e dell’ansia, legato al cortisolo, 4) il
sistema della SESSUALITÀ e della brama, legato agli ormoni sessuali, 5) il sistema della CURA e
dell’amorevolezza, legato all’ossitocina 6) il sistema della TRISTEZZA, del panico e della solitudine
affettiva, legati all’assenza di CURA 7) il sistema del GIOCO, della fantasia e della gioia, legati alla
dopamina e all’endorfina .Questi sette sistemi affettivi di base - ricerca, paura, collera, desiderio sessuale, cura, sofferenza,
gioco - spiegano secondo Panksepp come viviamo e come ci comportiamo; essi originano dalle
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
paura, emozioni, gioia, tristezza, ricerca, rabbia, sessualità, cura, tristezza ,gioco, Panksepp, sistemi emotivi, neuro-circuiti
Elenco autori:
Cena, Loredana
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