Publication Date:
2015
Abstract:
Le discriminanti per la riuscita delle prototipazioni digitali sono da un lato la familiarità e la velocità di apprendimento dei processi di digitalizzazione e, dall’altro, la cultura progettuale messa in campo. È il sapere di ogni progettista – sia esso ingegnere o architetto – a determinare la bontà o meno dell’opera digitalizzata e, se fosse, costruita. La conoscenza della Storia dell’Architettura e/o delle Tecniche, la capacità di intuire le scelte costruttive più adeguate all’edificio e al budget di spesa, l’ammissione della necessità di collaborare e interagire con professionalità in alcuni casi agli antipodi; questi sono probabilmente i ‘saperi necessari’ per ottenere il miglior risultato possibile. Unica avvertenza: mettere al centro del processo la cultura del progetto e non le singole discipline. Come le esperienze Radicals hanno dimostrato, nella costruzione dello spazio per/e da abitare il peso dell’Ingegneria e dell’Architettura si equivale in quanto perseguono lo stesso obiettivo anche se, in molti casi, con approcci eterogenei comunque entrambi imprescindibili in egual misura.
CRIS type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Composizione architettonica e urbana, BIM, Riqualificazione integrata, Ambiente costruito, Adattabilità / Architectural & Urban design, BIM, Combined redevelopment, Built environment, Adaptability.
List of contributors:
Angi, Barbara
Book title:
L’ambiente costruito tra Building Information Modelling e Smart Land