Data di Pubblicazione:
2014
Abstract:
Il bambino e la madre durante i nove
mesi della gestazione sono una “unità”
in reciproca comunicazione fisica ed
emotiva . Attraverso il cordone
ombelicale ,che è’ presente dal primo
momento della gravidanza, il feto
riceve il nutrimento per la formazione e
la crescita del proprio corpo per mezzo
delle sostanze di cui si nutre la madre .
Durante la gravidanza ogni madre
deve nutrirsi dunque in modo tale
da mantenere se stessa in buona
salute e consentire ai tessuti fetali
di formarsi e svilupparsi in modo
adeguato. L’alimentazione corretta
rappresenta uno dei presupposti
fondamentali per la normale evoluzione
sia della gravidanza, sia
dell’accrescimento del feto. Fra i fattori determinanti che consentono una crescita sana del feto vengono rilevati un buon
assetto genetico dell’embrione, una placentazione nella norma, un’unità materno-placento-fetale
integra, ossigeno e sostanze nutritive adeguate , un opportuno ambiente ormonale e, ovviamente,
un sufficiente equilibrio psichico della madre.Particolari assetti emozionali materni possono dare origine a una vasocostrizione uterina,
mediata da una stimolazione di neurotrasmettitori, che potrebbe essere la causa del ritardo di
crescita fetale, spesso secondario ad asfissia cronica (Myers 1979).
Situazioni di stress psichico cronico possono inoltre indurre la futura mamma a non alimentarsi
adeguatamente e ciò potrebbe essere causa di un ritardo nella crescita fetale. Nei casi di stress acuto
(Myhre,2011), ad esempio a seguito di un evento particolarmente traumatico come un lutto , in cui
possono manifestarsi più intense contrazioni uterine, può verificarsi un ritardo di crescita fetale o
addirittura un parto prematuro (Cena, Imbasciati, Baldoni, 2010).
Una madre che conduce una vita esposta a eventi stressanti produce una serie di ormoni dello
stress (catecolamine e cortisolo) che giungono, attraverso la placenta al feto e possono essere causa
di disturbi funzionali, agitazione psicomotoria e problemi strutturali. (Mancuso, 2009) .
Anche in questi casi viene fatto riferimento a incidenze psichiche, ancorchè di difficile rilevazione
sperimentale (Maggioni, Mimoun 2003): particolari e difficili elaborazioni dei propri stati
emozionali nella madre possono essere all’origine della maggior parte delle patologie gravidiche. In letteratura sono molte le ricerche scientifiche che dimostrano che l’ambiente nutrizionale,
ormonale e metabolico durante la gestazione può, in modo permanente, programmare la struttura a
la fisiologia della prole con conseguenze sulla salute nella vita adulta. In tale condizionamento va
tenuto presente come tutte le suddette manifestazioni somatiche siano a loro volta dipendenti
dall’assetto psichico.
Negli ultimi decenni le ricerche hanno messo in evidenza l’ipotesi che una crescita fetale non
corretta possa portare ad effetti avversi sulla salute della prole, non solo direttamente alla nascita e
durante la vita perinatale, ma soprattutto durante l’intero corso della vita. Studi di carattere
epidemiologico, hanno evidenziato che una crescita fetale non corretta sarebbe strettamente
associata allo sviluppo, durante la vita dell’adulto, di ipertensione, malattie cardiovascolari e
diabete di tipo 2( Sayer , Syddall , Dennison , Gilbody , Duggleby,Cooper , 2004; KanakaGantenbein
, 2010) . L'interesse per le fasi della vita che precedono la nascita ha avuto negli ultimi decenni una grande
diffusione; attraverso gli strumenti ecografici è possibile studiare anche le competenze sensoriali e
percettive fetali e ciò ha posto in evidenza come le esperienze emotive che il feto vive nel periodo
prenatale costituiscano il nucleo fondamentale dell'esperienza psichica ed emozionale
dell'indi
mesi della gestazione sono una “unità”
in reciproca comunicazione fisica ed
emotiva . Attraverso il cordone
ombelicale ,che è’ presente dal primo
momento della gravidanza, il feto
riceve il nutrimento per la formazione e
la crescita del proprio corpo per mezzo
delle sostanze di cui si nutre la madre .
Durante la gravidanza ogni madre
deve nutrirsi dunque in modo tale
da mantenere se stessa in buona
salute e consentire ai tessuti fetali
di formarsi e svilupparsi in modo
adeguato. L’alimentazione corretta
rappresenta uno dei presupposti
fondamentali per la normale evoluzione
sia della gravidanza, sia
dell’accrescimento del feto. Fra i fattori determinanti che consentono una crescita sana del feto vengono rilevati un buon
assetto genetico dell’embrione, una placentazione nella norma, un’unità materno-placento-fetale
integra, ossigeno e sostanze nutritive adeguate , un opportuno ambiente ormonale e, ovviamente,
un sufficiente equilibrio psichico della madre.Particolari assetti emozionali materni possono dare origine a una vasocostrizione uterina,
mediata da una stimolazione di neurotrasmettitori, che potrebbe essere la causa del ritardo di
crescita fetale, spesso secondario ad asfissia cronica (Myers 1979).
Situazioni di stress psichico cronico possono inoltre indurre la futura mamma a non alimentarsi
adeguatamente e ciò potrebbe essere causa di un ritardo nella crescita fetale. Nei casi di stress acuto
(Myhre,2011), ad esempio a seguito di un evento particolarmente traumatico come un lutto , in cui
possono manifestarsi più intense contrazioni uterine, può verificarsi un ritardo di crescita fetale o
addirittura un parto prematuro (Cena, Imbasciati, Baldoni, 2010).
Una madre che conduce una vita esposta a eventi stressanti produce una serie di ormoni dello
stress (catecolamine e cortisolo) che giungono, attraverso la placenta al feto e possono essere causa
di disturbi funzionali, agitazione psicomotoria e problemi strutturali. (Mancuso, 2009) .
Anche in questi casi viene fatto riferimento a incidenze psichiche, ancorchè di difficile rilevazione
sperimentale (Maggioni, Mimoun 2003): particolari e difficili elaborazioni dei propri stati
emozionali nella madre possono essere all’origine della maggior parte delle patologie gravidiche. In letteratura sono molte le ricerche scientifiche che dimostrano che l’ambiente nutrizionale,
ormonale e metabolico durante la gestazione può, in modo permanente, programmare la struttura a
la fisiologia della prole con conseguenze sulla salute nella vita adulta. In tale condizionamento va
tenuto presente come tutte le suddette manifestazioni somatiche siano a loro volta dipendenti
dall’assetto psichico.
Negli ultimi decenni le ricerche hanno messo in evidenza l’ipotesi che una crescita fetale non
corretta possa portare ad effetti avversi sulla salute della prole, non solo direttamente alla nascita e
durante la vita perinatale, ma soprattutto durante l’intero corso della vita. Studi di carattere
epidemiologico, hanno evidenziato che una crescita fetale non corretta sarebbe strettamente
associata allo sviluppo, durante la vita dell’adulto, di ipertensione, malattie cardiovascolari e
diabete di tipo 2( Sayer , Syddall , Dennison , Gilbody , Duggleby,Cooper , 2004; KanakaGantenbein
, 2010) . L'interesse per le fasi della vita che precedono la nascita ha avuto negli ultimi decenni una grande
diffusione; attraverso gli strumenti ecografici è possibile studiare anche le competenze sensoriali e
percettive fetali e ciò ha posto in evidenza come le esperienze emotive che il feto vive nel periodo
prenatale costituiscano il nucleo fondamentale dell'esperienza psichica ed emozionale
dell'indi
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
feto; interazione madre-bambino; attaccamento; sintonizzazione affettiva
Elenco autori:
Cena, Loredana
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