Hetong e contractus. Per una riscoperta dell'idea di reciprocità nel dialogo tra diritto cinese e diritto romano
Book
Publication Date:
2020
Abstract:
A partire dal tardo periodo della dinastia Qing, la Cina, nell’intento di porre in essere una ‘modernizzazione’ della società
rispetto ai modelli tramandati dall’antichità, ha iniziato ad ispirarsi ai modelli giuridici offerti dalla tradizione fondata sul diritto
romano.
Questo dialogo tra la tradizione romanistica ed il diritto cinese, a poco oltre un secolo dal suo avvio, ha permesso, con
riferimento ad un tema centrale nei rapporti umani quale può essere quello del contratto, di evidenziare elementi che
consentono di riflettere su alcuni aspetti essenziali di tale figura, così come è venuta a cristallizzarsi nel corso degli ultimi secoli.
È emerso che, in particolare al di là dei confini della tipicità (sia ‘formale’ che ‘funzionale’), sebbene l’accordo ‘deformalizzato’
senz’altro rappresenti un elemento trasversale di indiscutibile peso ed utilità, sarebbe preferibile prendere adeguatamente in
considerazione le distinzioni relative alla struttura oggettiva dei negozi.
Di qui una arricchente dialettica tra contratto come accordo e contratto come sinallagma nella tradizione romanistica, che
alimenta, ad esempio, il dibattito tra Labeone, Pedio, Aristone e Ulpiano prima, e Connannus e Grotius poi, condizionando gli
svolgimenti storici della categoria contrattuale sino alle configurazioni che viene ad assumere nei codici civili moderni, incluso il
recentissimo Codice civile della Repubblica popolare cinese, ove, peraltro, si è trovata ad attecchire su di una tradizione
giuridica in cui l’elemento della reciprocità veniva, già dall’antichità, sotto diversi profili in risalto.
rispetto ai modelli tramandati dall’antichità, ha iniziato ad ispirarsi ai modelli giuridici offerti dalla tradizione fondata sul diritto
romano.
Questo dialogo tra la tradizione romanistica ed il diritto cinese, a poco oltre un secolo dal suo avvio, ha permesso, con
riferimento ad un tema centrale nei rapporti umani quale può essere quello del contratto, di evidenziare elementi che
consentono di riflettere su alcuni aspetti essenziali di tale figura, così come è venuta a cristallizzarsi nel corso degli ultimi secoli.
È emerso che, in particolare al di là dei confini della tipicità (sia ‘formale’ che ‘funzionale’), sebbene l’accordo ‘deformalizzato’
senz’altro rappresenti un elemento trasversale di indiscutibile peso ed utilità, sarebbe preferibile prendere adeguatamente in
considerazione le distinzioni relative alla struttura oggettiva dei negozi.
Di qui una arricchente dialettica tra contratto come accordo e contratto come sinallagma nella tradizione romanistica, che
alimenta, ad esempio, il dibattito tra Labeone, Pedio, Aristone e Ulpiano prima, e Connannus e Grotius poi, condizionando gli
svolgimenti storici della categoria contrattuale sino alle configurazioni che viene ad assumere nei codici civili moderni, incluso il
recentissimo Codice civile della Repubblica popolare cinese, ove, peraltro, si è trovata ad attecchire su di una tradizione
giuridica in cui l’elemento della reciprocità veniva, già dall’antichità, sotto diversi profili in risalto.
CRIS type:
3.1 Monografia o trattato scientifico
List of contributors: