Data di Pubblicazione:
2004
Abstract:
SUMMARY
«Evolution of work and heart disease in the 20th century». Background: The 20th century began with symbolic
dates (1902-1903) for cardiology and occupational medicine: Willem Einthoven (1860-1927) invented the electrocardiograph;
Milan city council decided (November 20, 1902) the foundation of the Clinic of Occupational Diseases
(afterwards the Clinica del Lavoro). Objectives: To explain how the concepts of heart and work have
evolved during the 20th century, two aspects have been considered: evolution of techniques and instruments.
Methods: A review of the historical literature was made using history of medicine databases (HISTMED,
WELLCOME) and bibliographical sources. Results and Conclusion: The first landmark was physiology in the
late 19th century (Angelo Mosso, 1846-1910, and his studies on fatigue and physiology of inhabitants of the Alps).
In the 1930’s there were fatigue tests; after Second World War came treadmills and from the 1960’s CCU’s. At present,
electronics and informatics dominate the scene. What can we say about occupational cardiology? We can recall
figures like Luigi Ferrannini (the first professor of Occupational Medicine in Italy), who studied the cardiovascular
system in connection with work, or Domenico Cesa-Bianchi (1879-1956), who studied animal fatigue (with tapis
roulant). In the 1940’s the problem was: cardiopathic subjects and work (i.e. cardiopathic patients who can work, or
who should work). Then, new risk factors were analysed. In conclusion, the message that the historian of medicine
should give to cardiologists and occupational physicians, is that efforts must be made to preserve this specific scientific
and technical heritage.
RIASSUNTO
Il secolo XX si apre con date – il 1902/1903 – emblematiche per l’evoluzione della cardiologia e della medicina del
lavoro: Willem Einthoven (1860-1927) realizza l’elettrocardiografo; ed il 20 novembre 1902 il Consiglio Comunale
di Milano delibera la fondazione della Clinica delle malattie professionali (poi Clinica del Lavoro). Quali descrittori
potremmo usare, per valutare l’evoluzione dei concetti di cuore e lavoro lungo il secolo XX? Forse l’evoluzione
delle tecniche e degli strumenti messi a disposizione del cardiologo e del medico del lavoro. La condizione di un
cardiologo all’inizio del Novecento non differisce da quella dei fisiologi dell’ultimo Ottocento, ed il riferimento, almeno
per le nostre regioni, è quello ad Angelo Mosso (1846-1910) ed ai suoi studi sulla fatica o la fisiologia dell’uomo
sulle Alpi. Un trentennio più tardi risalta la disponibilità delle prove da sforzo, nel dopoguerra quella degli ergometri
e nei decenni successivi si conferma l’insostituibile ruolo delle Unità Coronariche. Il presente è dominatodall’elettronica e dall’informatica. E il medico del lavoro? Come sorge l’interesse per la cardiologia occupazionale?
All’inizio del Novecento vi sono particolari figure, come Luigi Ferrannini (il primo docente italiano di Medicina
del lavoro), il quale si interessò in modo particolare dell’apparato cardiocircolatorio, anche alla luce dei suoi rapporti
con il lavoro. Le cardiopatie vengono analizzate in termini di fatica muscolare e già nel 1911 Domenico Cesa-
Bianchi (1879-1956), realizza esperienze su animali sperimentalmente affaticati con macchine da lavoro. Intorno
alla seconda guerra mondiale emerge il problema del cardiopatico che lavora, sia nel senso che il cardiopatico dovrebbe
lavorare, sia in quello che il cardiopatico può lavorare. Divengono così predominanti il tema del recupero lavorativo
dei cardiopatici e quello dei nuovi fattori di rischio. In conclusione lo storico medico lancia un messaggio ai Colleghi,
perché nei programmi delle loro istituzioni, trovino spaz
«Evolution of work and heart disease in the 20th century». Background: The 20th century began with symbolic
dates (1902-1903) for cardiology and occupational medicine: Willem Einthoven (1860-1927) invented the electrocardiograph;
Milan city council decided (November 20, 1902) the foundation of the Clinic of Occupational Diseases
(afterwards the Clinica del Lavoro). Objectives: To explain how the concepts of heart and work have
evolved during the 20th century, two aspects have been considered: evolution of techniques and instruments.
Methods: A review of the historical literature was made using history of medicine databases (HISTMED,
WELLCOME) and bibliographical sources. Results and Conclusion: The first landmark was physiology in the
late 19th century (Angelo Mosso, 1846-1910, and his studies on fatigue and physiology of inhabitants of the Alps).
In the 1930’s there were fatigue tests; after Second World War came treadmills and from the 1960’s CCU’s. At present,
electronics and informatics dominate the scene. What can we say about occupational cardiology? We can recall
figures like Luigi Ferrannini (the first professor of Occupational Medicine in Italy), who studied the cardiovascular
system in connection with work, or Domenico Cesa-Bianchi (1879-1956), who studied animal fatigue (with tapis
roulant). In the 1940’s the problem was: cardiopathic subjects and work (i.e. cardiopathic patients who can work, or
who should work). Then, new risk factors were analysed. In conclusion, the message that the historian of medicine
should give to cardiologists and occupational physicians, is that efforts must be made to preserve this specific scientific
and technical heritage.
RIASSUNTO
Il secolo XX si apre con date – il 1902/1903 – emblematiche per l’evoluzione della cardiologia e della medicina del
lavoro: Willem Einthoven (1860-1927) realizza l’elettrocardiografo; ed il 20 novembre 1902 il Consiglio Comunale
di Milano delibera la fondazione della Clinica delle malattie professionali (poi Clinica del Lavoro). Quali descrittori
potremmo usare, per valutare l’evoluzione dei concetti di cuore e lavoro lungo il secolo XX? Forse l’evoluzione
delle tecniche e degli strumenti messi a disposizione del cardiologo e del medico del lavoro. La condizione di un
cardiologo all’inizio del Novecento non differisce da quella dei fisiologi dell’ultimo Ottocento, ed il riferimento, almeno
per le nostre regioni, è quello ad Angelo Mosso (1846-1910) ed ai suoi studi sulla fatica o la fisiologia dell’uomo
sulle Alpi. Un trentennio più tardi risalta la disponibilità delle prove da sforzo, nel dopoguerra quella degli ergometri
e nei decenni successivi si conferma l’insostituibile ruolo delle Unità Coronariche. Il presente è dominatodall’elettronica e dall’informatica. E il medico del lavoro? Come sorge l’interesse per la cardiologia occupazionale?
All’inizio del Novecento vi sono particolari figure, come Luigi Ferrannini (il primo docente italiano di Medicina
del lavoro), il quale si interessò in modo particolare dell’apparato cardiocircolatorio, anche alla luce dei suoi rapporti
con il lavoro. Le cardiopatie vengono analizzate in termini di fatica muscolare e già nel 1911 Domenico Cesa-
Bianchi (1879-1956), realizza esperienze su animali sperimentalmente affaticati con macchine da lavoro. Intorno
alla seconda guerra mondiale emerge il problema del cardiopatico che lavora, sia nel senso che il cardiopatico dovrebbe
lavorare, sia in quello che il cardiopatico può lavorare. Divengono così predominanti il tema del recupero lavorativo
dei cardiopatici e quello dei nuovi fattori di rischio. In conclusione lo storico medico lancia un messaggio ai Colleghi,
perché nei programmi delle loro istituzioni, trovino spaz
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
Porro, Alessandro
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