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FORMAGGI DOP: SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA FILIERA FORMAGGI DOP NEL NORD ITALIA

Progetto
Il progetto si colloca nel quadro delle priorità del PNRR ed è finalizzato alla progettazione di un modello innovativo di filiera integrata, in grado di rafforzare la competitività delle filiere agroalimentari DOP, valorizzare il capitale territoriale e generare impatti economici, sociali e culturali duraturi. Il progetto si inserisce all’interno del Programma di Filiera “FORMAGGI DOP – Sviluppo sostenibile della filiera latte e formaggi DOP nel Nord Italia” definito dall’Accordo di Filiera Integrato, di cui rappresenta il pilastro di ricerca, modellizzazione e supporto alla governance per l’intero sistema latte e formaggi duri DOP del Nord Italia. La partecipazione dell’Università di Brescia, soggetto beneficiario, nel Programma del Contratto di filiera, è ascrivibile al suo ruolo di ente di ricerca, quale responsabile scientifico e riferimento metodologico per la progettazione della filiera integrata. Il modello nasce da un’analisi strutturata delle filiere presenti nel territorio, con particolare attenzione alle caratteristiche produttive, organizzative e identitarie, nonché al legame tra prodotti, territorio e patrimonio immateriale. In coerenza con gli obiettivi generali dell’Accordo di Filiera, il progetto contribuisce a rafforzare l’integrazione organizzativa e commerciale tra i soggetti partecipanti, fornendo strumenti concettuali e operativi per migliorare il coordinamento lungo la filiera e la distribuzione del valore aggiunto. L’intervento adotta un approccio sistemico e integrato, superando la visione settoriale della filiera e promuovendo una lettura unitaria del territorio come ecosistema produttivo e culturale. Il modello di filiera integrata proposto è replicabile e capace di valorizzare congiuntamente prodotti e territorio, migliorare il coordinamento tra gli attori, rafforzare la governance della filiera e supportare strategie strutturate di valorizzazione e marketing territoriale. Elemento qualificante del progetto è la valorizzazione dell’ecosistema culturale di filiera come asset immateriale strategico. Questo ecosistema, costruito attraverso saperi tradizionali, pratiche produttive, relazioni di cooperazione, identità locali e narrazioni territoriali, viene reso esplicito, misurabile e governabile, trasformandosi in una leva concreta di sviluppo sostenibile. Il progetto sarà sviluppato e consolidato nelle filiere coinvolte nell’Accordo di Filiera, rafforzandone l’impatto complessivo e la trasferibilità ad altri contesti territoriali. Il territorio oggetto di studio si configura come un sistema integrato ad alta densità identitaria, in cui le produzioni agroalimentari si intrecciano con la stratificazione storica e culturale, generando valore non solo per i singoli prodotti ma per l’intera comunità locale. Rispetto ai modelli tradizionali di tutela, fondati su standard di qualità e controlli di processo, il modello di filiera integrata amplia il perimetro di creazione del valore, superando la logica del singolo prodotto per costruire catene del valore territoriali basate su narrazioni multidimensionali e relazioni sistemiche tra attori. La filiera integrata non è un semplice livello sovraordinato di coordinamento, ma un’evoluzione strutturata delle filiere esistenti, che ne preserva l’autonomia valorizzandone le interconnessioni, mantenendo intatti i requisiti normativi e gli standard qualitativi propri delle DOP e, al contempo, valorizzandone le interconnessioni territoriali e culturali. In questo modello vengono ridefiniti ruoli, processi decisionali, flussi informativi e relazioni tra dimensioni produttive, tecnologiche e di sostenibilità, rafforzando la capacità del sistema di generare valore condiviso nel medio-lungo periodo. In questo contesto, il progetto rende operativo il concetto di cultura della filiera integrata, sistema condiviso di valori, pratiche, identità, conoscenze ed esperienze che emerge dall’interazione tra più filiere nello stesso territorio. La cultura di filiera diventa fattore abilitante per la sostenibilità, la competitività e l’attrattività territoriale, in piena coerenza con gli obiettivi trasversali del PNRR. Il quadro concettuale trova ulteriore legittimazione nel riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale UNESCO (dicembre 2025), rafforzando il posizionamento strategico del progetto come intervento ad alto impatto pubblico, in linea con le politiche nazionali ed europee di innovazione, valorizzazione del capitale culturale e sviluppo sostenibile. Le attività del progetto sono state organizzate in quattro macro-fasi operative, al fine di rendere immediatamente chiara la sequenza logica e temporale. Questa articolazione in macro-fasi è altresì funzionale a mettere in evidenza gli obiettivi di realizzazione e di risultato, a ciascuno dei quali sono collegati indicatori qualitativi e quantitativi esposti nella Tabella 1. Allo stesso tempo, la suddivisione consente di monitorare in modo puntuale i singoli deliverable numerati (D1-D14), di seguito elencati. 1. Analisi e mappatura delle filiere DOP Obiettivo principale: raccogliere dati dagli attori partecipanti al Contratto di Filiera al fine di identificare criticità e opportunità di integrazione e sostenibilità. La fase di analisi combina metodologie quali-quantitative basate su interviste in profondità e focus group multistakeholder con l’analisi documentale (disciplinari DOP, piani di sviluppo rurale, materiali promozionali, dossier UNESCO sulla cucina italiana, ecc.) al fine di ricostruire la cultura di filiera, le narrazioni territoriali e le pratiche identitarie che caratterizzano le filiere DOP nel territorio del Nord Italia. D1 – Schema per l’analisi delle filiere: sviluppo di uno schema di supporto all’analisi delle filiere agroalimentari basato della letteratura esistente e altre evidenze. D2 – Report di mappatura filiere: mappatura completa delle filiere DOP (Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Provolone) con analisi dei flussi produttivi, materiali e informativi, evidenziando ambiti di miglioramento e opportunità di sostenibilità. D3 – Atlante degli stakeholder e delle reciproche relazioni: banca dati strutturata con tutti gli attori di filiera e le relazioni di interdipendenza che si possono individuare (narrazioni, storie, immagini, materiali comunicativi esistenti, evoluzione del brand territoriale e di prodotto…), utili per pianificare interventi coordinati e audit del Contratto di Filiera. 2. Definizione del modello di filiera integrata e del framework di valutazione Obiettivo principale: definire strumenti operativi per integrare filiere, migliorare governance e sostenibilità. D4 – Documento di modellizzazione filiera: schema operativo della filiera integrata, con ruoli, meccanismi di coordinamento verticale e orizzontale, flussi informativi e gestione dei processi decisionali. D5 – Linee guida operative della cultura di filiera: definizione dei criteri, dei contenuti narrativi e degli strumenti di comunicazione che trasformano la cultura della filiera (valori, pratiche, identità locali, patrimonio immateriale) in un asset visibile e riconoscibile sul mercato, rafforzando il posizionamento competitivo delle filiere DOP e la loro attrattività per consumatori, turisti ed enti territoriali. Le linee guida definiscono architettura di marca, messaggi chiave e modalità di utilizzo del brand territoriale lungo i diversi touchpoint della filiera (packaging, comunicazione B2B e B2C, iniziative di promozione territoriale), assicurando coerenza tra obiettivi del Programma di Filiera e strategie di marketing delle imprese partecipanti. D6 – Framework di valutazione integrata per la progettazione delle attività della filiera: insieme dei principali indicatori quantitativi (economici, ambientali) e qualitativi (sociali, culturali, identitari) per misurare l’efficienza e l’impatto della filiera integrata, inclusi gli effetti del brand territoriale su valore aggiunto, visibilità e reputazione della stessa. D7 – Set operativo di indicatori e metodologie di monitoraggio periodico: strumenti concreti per audit periodici e valutazione della sostenibilità della filiera, con specifici indicatori di performance del brand territoriale (riconoscibilità, percezione, ricadute economiche e turistiche). 3. Certificazione, formazione e knowledge-transfer Obiettivo principale: consolidare l’adozione del modello integrato e trasferire competenze per garantire sostenibilità e replicabilità. D8 – Linee guida protocolli certificazione/riconoscimento: criteri e procedure per validare la filiera integrata, audit e comunicazione verso stakeholder e consumatori. D9 – Programma di formazione e materiali di supporto: attività formative rivolte agli attori della filiera, con workshop e toolkit pratici per l’applicazione del modello. D10 – Piano di knowledge-transfer: strategie per trasferire know-how e replicare il modello in altre filiere e territori. 4. Applicazione pilota e disseminazione dei risultati Obiettivo principale: sperimentare e consolidare il modello, misurando risultati e impatti lungo la filiera. D11 – Documento per lo sviluppo del Piano strategico e di marketing della filiera integrata: sistematizzazione delle fasi precedenti per la definizione delle linee strategiche della filiera da formalizzare in un modello di Piano strategico e di marketing replicabile, con gli opportuni adattamenti, in altri contesti territoriali. D12 – Report sperimentazione pilota: validazione dei risultati della filiera integrata in termini di efficienza, sostenibilità e coordinamento tra attori per la replicabilità del modello su altre filiere e territori. D13 – Disseminazione scientifica: pubblicazioni, articoli e conferenze per condividere metodologie e risultati. D14 – Materiali di comunicazione divulgativa: strumenti per comunicare agli stakeholder e alla comunità locale l’impatto e i benefici della filiera integrata, con enfasi sul valore economico, ambientale e culturale. Lo schema metodologic
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Dati Generali

Partecipanti

CASSANO RAFFAELLA   Responsabile scientifico  

Dipartimenti coinvolti

Dipartimento di Economia e Management   Principale  

Tipo

Bandi da altri Organismi Internazionali

Finanziatore

ISMEA - ISTITUTO DI SERVIZI PER IL MERCATO AGRICOLO ALIMENTARE
Organizzazione Esterna Ente Finanziatore

Partner

Università degli Studi di BRESCIA

Ricerca

Settori


Settore ECON-06/A - Economia aziendale
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