Publication Date:
2013
Abstract:
L’indagine presentata nel testo pone l’attenzione sulla componente meno considerata della
popolazione penitenziaria: quella femminile. In un periodo nel quale l’interesse dell’opinione
pubblica è giustamente rivolto alla donna come vittima preferenziale di violenze perpetrate
nell’ambito delle relazioni di prossimità, gli Autori intendono sottolineare la condizione della
donna autrice di reato in esecuzione penale, cornice in cui si genera una analoga situazione di
sofferenza suppletiva. Mediante l’utilizzo di un questionario di formulazione statunitense (adottato
senza modifiche per permettere la comparazione dei dati raccolti con quelli relativi ad altri Paesi
europei ed extraeuropei coinvolti nel progetto di ricerca), è stato possibile delineare non solo gli
aspetti principali della carriera criminale del campione di donne intervistate, dell’abuso di alcol e
di droghe, dell’esistenza di disturbi psichici precedenti o successivi alla carcerazione ma anche gli
elementi di vittimizzazione precoce legati all’infanzia, gli accadimenti negativi subiti da adulta
fino ad arrivare al momento della maternità vissuta in carcere e alle conseguenze della separazione
rinvenibili nelle madri detenute e nei loro figli, analogamente costretti a subirla. Per ogni
argomento affrontato, il testo attribuisce ampio risalto a riferimenti internazionali che, sul tema
della detenzione femminile, spaziano dagli strumenti normativi europei a quelli previsti dalle
Nazioni Unite senza tralasciare esempi di buone prassi dalle quali attingere possibili opzioni
migliorative della reclusione femminile.
popolazione penitenziaria: quella femminile. In un periodo nel quale l’interesse dell’opinione
pubblica è giustamente rivolto alla donna come vittima preferenziale di violenze perpetrate
nell’ambito delle relazioni di prossimità, gli Autori intendono sottolineare la condizione della
donna autrice di reato in esecuzione penale, cornice in cui si genera una analoga situazione di
sofferenza suppletiva. Mediante l’utilizzo di un questionario di formulazione statunitense (adottato
senza modifiche per permettere la comparazione dei dati raccolti con quelli relativi ad altri Paesi
europei ed extraeuropei coinvolti nel progetto di ricerca), è stato possibile delineare non solo gli
aspetti principali della carriera criminale del campione di donne intervistate, dell’abuso di alcol e
di droghe, dell’esistenza di disturbi psichici precedenti o successivi alla carcerazione ma anche gli
elementi di vittimizzazione precoce legati all’infanzia, gli accadimenti negativi subiti da adulta
fino ad arrivare al momento della maternità vissuta in carcere e alle conseguenze della separazione
rinvenibili nelle madri detenute e nei loro figli, analogamente costretti a subirla. Per ogni
argomento affrontato, il testo attribuisce ampio risalto a riferimenti internazionali che, sul tema
della detenzione femminile, spaziano dagli strumenti normativi europei a quelli previsti dalle
Nazioni Unite senza tralasciare esempi di buone prassi dalle quali attingere possibili opzioni
migliorative della reclusione femminile.
CRIS type:
3.1 Monografia o trattato scientifico
List of contributors: