Publication Date:
2013
Abstract:
Il lavoro propone un confronto tra la categoria romana delle 'res incorporales' e quella moderna dei 'beni immateriali'. Le due categorie non sono congruenti: infatti, la prima riguarda i diritti (elementi del patrimonio) e serve a sistemare tutto il diritto privato entro la tre classi personae, res, actiones; la seconda, invece, riguarda gli oggetti del diritto. Tuttavia, tra Ottocento e Novecento, la scienza giuridica ha ragionato sulla categoria romana, ipotizzando che essa potesse venire impiegata per collocare i beni immateriali – in particolare i prodotti dell’attività intellettuale – all’interno dei ‘sistemi’ codicistici che in quegli anni si venivano elaborando. Si sono profilati in dottrina due atteggiamenti in proposito. Da un lato coloro che hanno ‘esteso’ la categoria romana dai ‘diritti’ agli ‘oggetti di diritto’; dall’altra, coloro che hanno visto una soluzione di continuità tra antico e moderno: essi hanno mantenuto l’espressione ‘cose incorporali’, ma ne hanno rinnovato il contenuto. In questo graduale rinnovamento sembra avere giocato un ruolo significativo Windscheid. Tra le due categorie si profila così, sul piano della speculazione scientifica, un nesso che si può definire di affinità, nel senso etimologico del termine (< lat. ‘ad-finis’).
CRIS type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
res incorporales; beni immateriali
List of contributors:
Turelli, Giovanni
Book title:
«Afferrare l'inafferrabile». I giuristi e il diritto della nuova economia industriale fra Otto e Novecento